La ricotta della valle d'itria DOP

Storia e origine

Di origini antichissime, la Ricotta risale addirittura ai tempi degli Egizi e dei Sumeri, per poi essere usata molto anche nell’epoca greca e romana fino al Medioevo, quando sembra temporaneamente scomparire. Si dà a San Francesco il merito di averla reintrodotta, secondo i miti cristiani, alla fine del XII secolo, insegnandone la produzione ai pastori.


Denominazione e sua tutela

La denominazione di origine protetta (D.O.P.) “Ricotta della valle d’itria” è riservata esclusivamente a quel prodotto caseario, rispondente alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di produzione.


Delimitazione dell’area di produzione

Il siero deve essere ottenuto da latte intero di pecora proveniente dal territorio della Valle d’itria (Locorotondo, Cisternino, Martina F ranca).. Le operazioni di lavorazione-trasformazione e di condizionamento dello stesso in “Ricotta della valle d’itria” devono avvenire nel solo territorio della valle d‘itria, come meglio individuato dalla cartografia allegata al fine di garantire la tracciabilità ed assicurare i controlli.



Tendenze consumo della ricotta

Tra i formaggi freschi, le categorie più rilevanti come fatturato sono la Mozzarella (circa 984 Mio €) e a seguire i formaggi spalmabili e le Crescenze/Stracchini (circa 250 Mio €); più limitato il turnover della Ricotta (circa 110 Mio €): per questa incide il basso prezzo (4,2 €/kg) mentre in termini di volumi ha un peso più rilevante. A seguire sono maggiormente venduti Mascarpone, Formaggio in fiocchi, Robiole e Tomini.


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